Luke Winslow-King – Everlasting Arms

Quando arriva in Louisiana, il Mississippi sa di magnolia, di fango e di crocicchi della storia. È il profumo del Sud, il profumo di cui è intrisa da sempre la musica di Luke Winslow-King. Ma nel suo quarto disco, “Everlasting Arms”, c’è anche tutto quello che il Mississippi porta con sé lungo il percorso. Un’Americana dagli orizzonti meno definiti: sempre percorsa dalle reminiscenze nostalgiche del blues di stampo Chess Records, del jazz e dello swing; ma anche legata con più immediatezza al presente, sulle orme del cantautorato roots di Justin Townes Earle.
Non è un caso, allora, che il brano che dà il titolo all’album, “Everlasting Arms”, apra il sipario con la citazione esplicita di un classico. Winslow-King prende il celebre inno gospel “Leaning On The Everlasting Arms”, scritto alla fine dell’Ottocento da Anthony J. Showalter, e lo trasforma in una celebrazione di fratellanza a base di call and response: “You can lean on me brother/ I believe you’ve carried too long”.

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