Eels – Royal Albert Hall

“Give me a hug!”. Allarga le braccia, il lupo solitario chiamato E, concede un sorriso irsuto alla platea. Poi scende dal palco, si lascia circondare dal pubblico, si abbandona un po’ stranito al calore degli abbracci. “That was fun… and also terryfing!”, confessa cercando di ricomporsi dopo il bagno di folla. Ma che cosa è successo per spingere in mezzo alla gente un inguaribile misantropo come lui?

“Royal Albert Hall”, il nuovo doppio live (più dvd) targato Eels, in fondo non è altro che il modo per rispondere a questa domanda. Perché per Mr. E portare in scena l’ultimo “The Cautionary Tales Of Mark Oliver Everett” non è stata una sfida qualunque: troppo vulnerabili, quelle canzoni, per cantarle a cuor leggero di fronte a un pubblico. Eppure, gli Eels non hanno mai esitato a mettere a nudo anche i lutti più personali: il fatto è che, stavolta, E ha voluto puntare il dito solo contro sé stesso, prendendosi tutta la responsabilità degli errori di una vita. Insomma, non esattamente il genere di confessione più indicato da ripetere ogni sera su un palco…
Così, E ha deciso di ricorrere ancora una volta a un’arma infallibile: l’autoironia. Quella che gli permette di giocare anche con alcune delle pagine più meste del suo canzoniere, presentandole alla platea londinese della Royal Albert Hall sotto le spoglie di un improbabile “bummer fest”, il suo personalissimo festival di perdenti.

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