Eels. Amichevoli spettri e altre rivelazioni

C’è fermento, oggi, nel quartiere. Il vicino di casa degli Everett ha organizzato un garage sale, uno di quei mercatini di cianfrusaglie di seconda mano che si vedono nei telefilm americani, fatti per svuotare la casa del ciarpame accumulatosi nel corso degli anni. Tutti vanno a curiosare tra le bancarelle improvvisate, danno un’occhiata in giro e buttano via qualche dollaro per un oggetto inutile, destinato inevitabilmente a finire nel prossimo garage sale del fortunato acquirente.
La signora Nancy Everett, alla fine, ha ceduto alle estenuanti insistenze del piccolo Mark, il suo figlio minore di sei anni, e si è decisa ad accompagnarlo al mercatino dei vicini. Come al solito il marito, Hugh Everett III, è in casa a leggere il giornale o a scarabocchiare qualche astrusa formula matematica. Non è più lo stesso da quando la sua rivoluzionaria teoria di fisica quantistica sugli universi paralleli, nota come “Many Worlds Theory”, si è scontrata con l’ostracismo accademico: da ragazzo scambiava lettere con Albert Einstein, adesso lavora nell’industria della difesa, sempre taciturno e in disparte.

L’oggetto del desiderio del piccolo Mark, però, non è la scatola del “piccolo fisico quantico”, ma un set di batteria giocattolo che, per la modica cifra di quindici dollari, entra trionfalmente in casa Everett.
Sono strane le circostanze che possono cambiarti la vita: di solito un bambino usa un giocattolo del genere per un paio di settimane e poi lo abbandona nel dimenticatoio. Ma Mark Oliver Everett è diverso: sfortunatamente per le orecchie dei suoi familiari, continuerà a suonare ogni giorno la sua batteria giocattolo per i successivi dieci anni… E, fortunatamente per noi, la sua insana passione per quella batteria per bambini darà vita a una bizzarra creatura chiamata Eels, senza la quale il suono dell’indie-rock americano degli anni Novanta non sarebbe stato lo stesso.

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