The Mostar Diving Club. Il ponte dei sospiri

Tratti semplici, colori brillanti: la musica dei Mostar Diving Club è un po’ come le copertine dei loro dischi. È fatta di melodie cristalline, di sapori agrodolci, di sospiri nostalgici. Un collettivo cresciuto intorno al songwriter inglese Damian Katkhuda, che alla terra d’origine della famiglia del padre ha voluto dedicare il nome del gruppo. In occasione dell’uscita del loro terzo album, “Horizontal Hotel”, Katkhuda ha accettato di farci da guida al cuore dei Mostar Diving Club.

Ci racconteresti qualcosa degli inizi del tuo percorso musicale? Quando e come hai deciso di diventare un musicista?
Ho iniziato a cantare da piccolo, poi sono entrato in qualche coro e ho cominciato a imparare degli strumenti. È stato solo quando ho preso un mano una chitarra dopo una lezione su “I pericoli del rock ’n’ roll come stile di vita” che ho cominciato davvero ad apprezzare il fatto di cantare e suonare in compagnia. La chitarra era l’unico strumento che suonavo senza avere mai preso lezioni ed è quello che amo di più. Non ho mai pensato o creduto che fosse possibile guadagnarsi da vivere facendo musica; la gente e gli amici continuano a dirmi che dovrei farlo.

Continua a leggere su OndaRock

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...