The Burning Hell – Live Animals

Senza titoloPrima di tutto, le presentazioni. “My name is Mathias”, intona Mathias Kom affacciandosi sul palco, e con il talento del bozzettista nato gli bastano un paio di versi per tratteggiare subito il suo autoritratto: “I’ve got a big bushy beard and kissable lips/ I carry all my fat in my ass and my hips, the rest of me is skinny as a stick”.
Solo allora entrano in scena chitarra, clarinetto, basso e batteria. Ovvero, la brigata dei Burning Hell al completo.

Per chi ancora non li conoscesse, questo live autoprodotto è il bigino perfetto per introdursi alle gesta del collettivo canadese. Per tutti gli altri, è l’occasione di toccare con mano la contagiosa energia del repertorio di Kom e soci dal vivo. In ogni caso, “Live Animals” è un irresistibile saggio di folk-cabaret, un po’ Decemberists e un po’ Herman Düne, capace di mescolare ironia e amarezza con un gusto inconfondibile per la teatralità.

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