Sufjan Stevens @ Teatro della Luna, Assago (Milano), 21/9/2015

Attraverso il fuoco. Nella bocca del vulcano. Bruciare, risorgere.
Tra le fiamme di “Vesuvius”, il grido suona come il coro di una tragedia: “Sufjan, follow your heart/ Follow the flame or fall on the floor”. E di quel coro, ognuno si ritrova silenziosamente a far parte.
È tutto qui, il senso della sfida di Sufjan Stevens: immergersi nella fornace, guardare in faccia quello da cui vorresti fuggire. La realtà che brucia, che ferisce, che fa sanguinare. La realtà che accomuna la vita di tutti.

Per portare in scena nella sua interezza un disco dolorosamente personale come “Carrie & Lowell”, non poteva esserci altra strada che questa: l’intensità di una compartecipazione assoluta. Una platea che trattiene il respiro ad ogni nota, che condivide ogni confessione.
Il palco del Teatro della Luna di Assago, il palco abituale dei musical milanesi, per una sera si trasforma così in qualcosa di completamente diverso: la cornice di una sorta di oratorio laico, una celebrazione collettiva del mistero della vita e della morte.

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