Elvis Perkins & KINSEY @ Biko, Milano, 15/11/2015

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Ce le abbiamo tutti ancora negli occhi, quelle immagini. Ragazzi arrampicati a una finestra, ragazzi trascinati in mezzo a una strada. Potremmo essere noi, i ragazzi del Bataclan.
Sono passati appena due giorni dalla strage che ha ferito Parigi al cuore. Impossibile fare finta di niente: andare a un concerto, stasera, assume inevitabilmente un significato diverso. È non accettare di arrendersi: alla paura, all’odio, al male. È andare in cerca di una parola autentica su quello che portiamo dentro.

La fragilità della vita, nelle canzoni di Elvis Perkins, ha sempre avuto un posto centrale. Oggi, mentre il filo a cui è appesa la nostra esistenza sembra farsi all’improvviso più sottile, i suoi versi risuonano con una nuova urgenza. Parlano della cenere di cui siamo fatti, parlano dell’attesa di un’alba che ci risvegli.
Respiri l’aria umida di nebbia e capisci che è per questo che sei lì: per riscoprire quello che ci rende uomini, e che nessun terrore è in grado di cancellare.

 

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