Wartime Blues – April, Texas

54c997329db7f-preview-300Quanto ti senti sul tetto del mondo, è il momento di guardare bene dove metti i piedi: potresti ritrovarti in un istante in fondo al precipizio.
È quello che capita – letteralmente – al protagonista di “Build A Sun”, ma è un po’ anche la storia di Nate Vernon (nessuna parentela con quel Vernon…) e dei suoi Wartime Blues. Che hanno rischiato di sciogliersi ancor prima di dare alle stampe “April, Texas”, terzo (e sinora più brillante) capitolo della loro discografia.

È il 2012 quando Vernon e compagni decidono di lasciare i boschi di Missoula, Montana per andare in cerca di fortuna a Austin. Gli occhi sono carichi di speranze, ma la realtà è un’altra cosa: “Era caldo, pieno di sole e terribilmente piatto”, ricorda Vernon. “Potevi vedere per miglia e miglia in ogni direzione. Nient’altro che un cielo blu pieno di foschia, una cappa di umidità, erba polverosa e asfalto”. Qualche mese lì e per lui non c’è alternativa che mollare tutto: il Texas, la band, la musica.
Potrebbe essere la parola fine: un lavoro in un coffee shop, uno stage presso la redazione di una rivista per cacciatori di alci (ebbene sì, a Missoula capita anche questo…) e il resto dei sogni chiuso a chiave in un cassetto. Ma è sul fondo del precipizio che le cose possono cominciare a cambiare davvero. “A un certo punto qualcosa è scattato e ho ricominciato a scrivere canzoni come un torrente in piena”. L’inizio della seconda vita degli Wartime Blues.

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